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Sispi per il Centro Studi Paolo Borsellino

Il tre gennaio si è inaugurata la "Casa della memoria operante", la nuova sede del Centro Studi Paolo Borsellino, bene confiscato alla mafia in via Bernini a Palermo.

Si tratta della via in cui venticinque anni fa fu catturato Totò Riina mentre usciva dal complesso di lussuose ville, edificate dai costruttori mafiosi Sansone, in cui il capomafia trascorse gli ultimi anni della sua latitanza.

Nella casa di Riina di allora c'è oggi la caserma dei carabinieri; nella villa accanto c’è ora la sede dell'Ordine dei Giornalisti; nella grande villa con parco e piscina adiacente dei Sansone, appunto la sede Centro studi Paolo Borsellino.

Sispi ha completato e attivato tutta l’infrastruttura tecnologica necessaria a garantire il funzionamento della rete delle postazioni informatiche del Centro Studi e ha predisposto la rete wifi che consente il collegamento Internet senza fili sia all’interno della villa sia nel parco che la circonda.

Un contributo all’impegno del Centro che, ispirando la propria azione agli insegnamenti del giudice Paolo Borsellino - che proprio nell’educazione individuava un fattore strategico di crescita civica, umana e culturale indispensabile per il superamento della subcultura mafiosa - promuove attività finalizzate alla conoscenza e allo sviluppo di pratiche di impegno educativo, sociale e culturale che valorizzano prassi di memoria operante e nuovi disegni di progettualità pedagogica.

Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, Rita Borsellino, sorella del giudice antimafia ucciso in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 e presidente del "Centro Studi", e il Procuratore Alfredo Morvillo, fratello di Francesca magistrato uccisa con il marito Giovanni Falcone nella strage di Capaci.

 
Data aggiornamento: 11/01/2018